Nessuno è insensibile pensando a una tavola imbandita di sontuose leccornie. Nessuno rifiuta a priori la possibilità di un momento conviviale, in cui si possono incontrare persone gradite, gustare cibi raffinati, sganciarsi dalla fretta e dagli impegni che stressano la nostra vita. Soprattutto se è gratis.

Pochi, però, riflettono sul fatto che è esattamente ciò che Dio ci concede ogni giorno. Non sono suoi doni gratuiti l’aria da respirare, l’acqua da bere, il sole che dà vita, la terra che regala i suoi frutti, gli animali che si immolano per il nostro nutrimento? Diventano “a pagamento” quando l’uomo aggiunge il suo lavoro, giustamente retribuito. Ma non ci sarebbe nulla senza il dono iniziale di Dio.

Inoltre, non sono doni le nostre qualità umane, la possibilità dell’incontro con gli altri, le idee e il senso etico che costruiscono la comunità? Non sono doni le sue esortazioni, i suoi semplici consigli, la sua Presenza spirituale che ci può guidare alla vera e duratura felicità? Non è un dono la salvezza eterna che Gesù ha conquistato per noi, e il memoriale della sua Vita a cui ci comunichiamo, se vogliamo, quotidianamente?  

La vita è un grande banchetto a cui siamo invitati. Il Regno di Dio è la consapevolezza che questo non avviene casualmente, ma per un dono del Padre. Egli custodisce il suo creato e resta amareggiato per i nostri rifiuti. Ma continua a chiamare le persone affinché partecipino e cooperino alla costruzione di un “mondo buono” con lo stesso amore intenso e gratuito che mette lui. È questo, in fondo, l’abito nuziale che dobbiamo indossare.